La passione per la discesa nel Blu a caccia di prede,l'istinto primordiale, la voglia di cibarsi di ciò che si cattura...il silenzio...l'armonia...la fluidità...il blu....


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lunedì 17 ottobre 2011

I^ Pescata Sociale 2011/2012

E’ ora di inaugurare la stagione agonistica 2011/2012 e lo facciamo con la prima pescata sociale del Poseidon in quel di Praiano il 16 ottobre 2011.

Come al solito all’appuntamento si presentano i più temerari, le scale di Praiano fanno paura ai più e trovano le scuse più impensabili per non presentarsi, siamo in sei Mascolo, Conturso, D’Antonio, Brancaccio, Cataldi ed io.

L’appuntamento è alle 6:45 e punutale come al solito sono ad osservare l’alba attendendo l’arrivo degli altri associati. Un piccolo ritardo e siamo tutti insieme alla volta del sito di pesca. Tra sfottò vari e preghiere di non disputare più pescate così “faticose” arriviamo sulla battigia e cominciamo a vestirci.

In discesa

Siamo tutti in acqua ed il Responsabile del settore pesca in apnea, Antonio Mascolo, comunica l’orario di chiusura della pescata: ore 11:35.

Personalmente scelgo di impostare la battuta sul bassofondo ad una profondità variabile dai 5 ai 16 metri, non sono allenato per affrontare siti impegnativi che potrebbero portare qualche bel pesce e devo così accontentarmi, per cui comincio ad effettuare una pesca al razzolo intervallata da aspetti nei punti che ritengo più interessanti. Ho scelto di indossare ancora una muta da 3 mm monofodera, pensando che l’acqua fosse ancora calda, ma ho sbagliato i conti e dopo un’ora mi ritrovo a tremare di freddo, ma non posso ancora uscire, in quanto non ho avvistato ancora nulla se non dei rapidi passaggi di cefali macchia d’oro di taglia interessante ma che si tengono lontani dalla portata.

Decido di esplorare tutte le zone che potrebbero dare qualche pescetto come i tordi o saraghetti, ed una volta terminato mi sposto al limite della sabbia per dedicarmi ai cefali. Gli aspetti si susseguono, ma nonostante oppure a causa (non so ancora quale sia la condizione migliore per questi pesci) dell’acqua estremamente limpida, vedo brucare i branchi di grossi cefali sulla sabbia che non sono per nulla incuriositi della mia presenza.

Ormai penso che devo ritirarmi ed indossare un caldo “cappotto”, per cui decido di realizzare un ultimo e lungo aspetto dietro ad un ciuffo di posidonia ultimo baluardo per attendere i cefali che grufolano sulla sabbia. Il ciuffetto si trova a 13 metri, potrei dire che non sono tanti, ma nell’ultima estate sono andato a pesca solo 3 volte per cui spero di riuscire a realizzare quello che voglio. Raggiungo il fondo, comincia l’attesa, lo sguardo è fisso verso il largo, un monotono fondale liscio e deserto di sabbia; dopo una decina di secondi (almeno penso…..) incomincio a vedere qualcosa che luccica, sono loro e sono anche di dimensioni interessanti. Passa il tempo, comincio a vedere qualche musetto che mi punta, sono i primi e sono intorno al mezzo chilo, li lascio sfilare, un solo pesce non mi permetterebbe di vincere se non di dimensioni ragguardevoli; cominciamo a sfilare i più grossi, ma non a tiro, poi uno passa più vicino, miro istintivamente e sparo, preso! A centro corpo, non c’è una grossa reazione, il pesce è a cavetto in pochi istanti nonostante le mani tremolanti dal freddo. E’ ora di tornare, una lunga pinneggiata verso il punto di uscita e poi subito al sole.

Gli amici non sono contenti della loro prestazione, come capitato a me pesci non se ne sono visti ed i carnieri ne risentono, ci sono alcune lappane ma la bilancia decreterà che non sono in peso minimo (300 gr.), solo Mascolo riesce a portare a riva un tordo ed un cefalo per un totale di 768 gr. E nonostante i coefficienti preda e specie nulla possono fare contro il cefalo che ho catturato e che pesa ben kg 1,5 per cui la vittoria è mia, sudata e gradita.

Il primo clasificato

Il secondo classificato

Ora si rientra sorbendosi una scalinata che mi farà pesare tutte le mie 44 primavere: sulla strada una deliziosa torta di carote offerta da D’Antonio e poi via di volata a casa per passare una bella domenica con la mia famiglia!!!!  

giovedì 14 luglio 2011

No dentex day!!!

Oggi, gran bella giornata di pesca in compagnia di Franco ed Eduardo Veniero, la coppia di padre e figlio, onnipresente alle attività di pesca in apnea del Poseidon.


La spedizione è cominciata alle 6.30 a Marina di Praia, nei pressi di Furore, dove il buon Franco ha messo in acqua il proprio gommoncino, piccolo ma adattissimo ad una battuta di pesca lungo la costa.

Il primo hot spot è profondo, si va a caccia di dentici, ma complice una corrente fredda ad una quindicina di metri di profondità e la mia forma fisica non più all’altezza del predone, non riusciamo nemmeno ad avvistarli. Nel frattempo Eduardo con i suoi silenziosi agguati dalla superficie comincia a rimpinguare il carniere con qualche saraghetto. Le discese ed i posti di pesca si susseguono ma non si avvista nulla di interessante.

All’ennesima discesa su di una punta abbastanza fonda, noto un bel serranide di circa tre chili guadagnare la sua tana fonda, purtroppo però al momento di sparare da un buco attiguo esce fuori un grosso tordo che spaventa la cernia e……prende il suo posto nel cavetto, si tratta di un pesce sugli otto etti, sempre meglio di niente.

Visto che il freddo non ci fa vedere nulla di dimensioni grosse, chiedo di spostarci lunga la franatina, alla ricerca di pesci che stazionano nell’acqua calda, e così razzolando avanti ed indietro riesco ad inanellare due corpulente corvine intorno al chilogrammo.

Abbiamo evitato una sonora disfatta, Eduardo si è divertito e ci salutiamo con l’impegno di ripetere l’esperienza.

lunedì 27 giugno 2011

26 giugno 2011 - Grecale

Sarei dovuto essere ad Ognina in Sicilia per disputare una selettiva di safari fotografico subacqueo ma impegni di lavoro non me lo hanno permesso, così, decido di uscire in barca con la famiglia ma portando con me la compatta per poter fotografare sott’acqua comunque.


Un grecale sostenuto non invoglia ad uscire, ed i pochi che sfidane le onde e gli spruzzi si concentrano tutti nelle baie ridossate al vento, complicando le cose per chi come me fotografa in apnea, insomma il pericolo di qualche cafonauta che ti passi sopra con le eliche è sempre in agguato.

Già dai primi tuffi si capisce che il pesce è spaventato, certo ci sono tutte le specie che si possono fotografare ma riuscire a immortalare qualche coefficiente 6 in modo da sottoporlo alla giuria di qualche gara è difficile, a meno che non si adotti una reflex e si abbiano buone doti di acquaticità ed apnea.

Le immersioni si susseguono e finalmente riesco ad immortalare qualche pescetto da vicino, il risultato non è pessimo, ma certo non è da primi posti, comunque la giornata è servita ancora una volta a capire quali possano essere i papabili campi gara del prossimo Campionato Italiano che organizzeremo, e ce ne sarà per tutti i gusti lo posso assicurare!!!












lunedì 17 gennaio 2011

Domenica, sole, mare e.........

Anche stavolta le fatiche non sono andate perse, la dose di fosforo e omega 3 per la famiglia è stata portata a casa!

E' vero si tratta di poca cosa, ma a volte bisogna sentirsi appagati di quello che il mare ti concede, la stagione dei "lupi" è in pieno fermento, ma sinora non me ne sono capitate a tiro di grosse. Speriamo che prossimamente la dea bendata voglia premiare le mie fatiche con qualcosa di veramente eccezionale.

mercoledì 12 gennaio 2011

4 Uomini a pesca......

Eravamo in quattro - Peppe, Nicola, io e Mimmo. Eravamo seduti lungo la scalinata che ci riportava a casa, ansimando e parlando di come eravamo messi male - intendo messi male da un punto di vista medico, ovviamente. Ci sentivamo, però. tutti su di morale, e la cosa ci faceva sopportare meglio la scarpinata.

Peppe disse che a volte veniva sopraffatto da attacchi reumatici così forti da non sapere più cosa stava facendo; e allora io dissi che soffrivo di dolori alle ginocchia. Per quanto riguardava Nicola (il più giovane) rimaneva in silenzio guardandoci con aria perplessa, Mimmo non si lamentava più di tanto ma al contempo non abbandonava la sua seduta.

Insomma chi ci avesse incontrato lungo quelle rampe di scale non avrebbe esitato ad aver pena di noi….. eppure……era stata una mattinata fantastica, degna conclusione di un weekend favoloso cominciato con la gara di tiro al bersaglio subacqueo ed oggi si chiudeva con una pescata tra amici, durante la quale non avevamo fatto altro che scherzare e ridere, anche sui nostri malanni.

L’acqua in quel della costiera amalfitana ci aveva accolto con un colore insolito per la mareggiata che si era abbattuta nella settimana precedente. Era praticamente verdognola, ed aveva una caratteristica particolare: freddissima nel primo metro e poi si riscaldava man mano che si scendeva in profondità. Fatto che ti faceva venir voglia di restare quanto più possibile sul fondo.

Appena cominciato a fare qualche aspetto insagolo un cefalo di circa un chilogrammo che, curioso, si era avvicinato un po’ troppo a quello strano essere che lo guardava da dietro ad un ciuffo di posidonia. Poi la mia giornata continua con vari agguati ed aspetti portati tra le posidonie al fine di trovare la regina dell’inverno o quasi, ed alla fine riesco a fulminare una corvina di circa un chilogrammo e cento tra gli steli della pianta, mimetizzata grazie anche all’acqua scura.

Le attese si susseguono, e alla fine riesco ad intravedere una spigola, peccato che il pesce non mi abbia proprio notato neanche sentito probabilmente e continua a farsi i fatti suoi lontano dalla punta del mio dardo. Comincia ad essere tardi e così mi avvio verso la battigia, durante il tragitto incontro Peppe e Nicola con i quali scambio alcune chiacchiere, e poi gli comunico le mie intenzioni.

Giunto al centro di una baietta, riprendo a fare degli aspetti alla ricerca della spigola, ma purtroppo non arriva nulla a tiro…..anzi no…qualcosa sta arrivando, è incredibile è così idrodinamico e silenzioso, procede rasente il fondo e non spaventa la mangianza….è sempre più vicino, ed è grosso, arriva…..scarta di lato, passa dietro un ciuffo di posidonia, è il momento, sparo: preso….si, ma l’asta non ha bucato il pesce da parte a parte, è obbligatorio aprire il mulinello e risalire. In superficie faccio stancare un po’ il pesce e gestisco con dolcezza la sagola per non perderlo, quando è vicino, scendo afferro l’asta e la faccio passare dall’altra parte…e proprio in quel momento accade l’imprevisto, il pesce si gira è fa per attaccarmi, devo spingerlo via e spostarmi di lato, veramente un bello spavento con quei denti. Sono obbligato a chiedere aiuto a Peppe per un tiro risolutore, che ci permette di portare a casa questo splendido predone che ferma l’ago della bilancia a 5,9 chili.


lunedì 19 maggio 2008

Un buon rientro!

Eh si, dopo l'influenza e dopo due stiramenti dei dorsali, sono riuscito a tornare in acqua, avevo un conticino in sospeso con un'amica.....ero ansioso di invitarla a cena......


si trattava di un pesce visto in precedenza e che per due volte era riuscito a farla franca, anche grazie al fatto che stazionava al riparo di un ciglio, dove il sole non riesce ad illuminare all'alba la parete e quindi il suo colore bruno le dava l'opportunità di avvistarmi prima che io la potessi mettere a fuoco. Ma stavolta non c'è riuscita a rientrare, ho azzardato un tiro limite e mi è andata bene, ora non resta altro che sfilettarla e cucinarla.....

lunedì 17 marzo 2008

A pesca nel torbido!

Per molti, abituati a un'acqua meno limpida di quelle delle coste campane, potrà sembrare addirittura leggermente velata, mentre per noi è considerata torbida....








martedì 4 marzo 2008

Anche quest'anno festeggio il mio compleanno in acqua, speriamo di poterlo fare ancora per molto, ma molto tempo....







lunedì 18 febbraio 2008

Ancora errori!

La saga degli errori continua, praticamente ad una buona pescata viene alternata una con risultati pessimi, è ora di indagare sui motivi e correre ai ripari....


lunedì 11 febbraio 2008

Ecco una regina!

Finalmente è caduta una preda degna di tal nome. La pescata è stata fredda ma emozionante, è iniziata con un cefalotto nella risacca ed è terminata in acqua limpida e leggermente più profonda con un bel "testone", alla fine una stigliola è stata risparmiata, essere ingordi non fa mai bene....




lunedì 28 gennaio 2008

Giornata di "padelle"!!

Sarebbe bello e semplice mostrare solo e sempre le giornate andate a buon fine con la cattura di qualche bel pesce, e invece, ci sono anche quelle storte, in cui ad ogni sparo corrisponde solo tanta acqua......


lunedì 21 gennaio 2008

A pesca con l'amico Mimmo!!

Beh, che dire, è sempre bello, e a volte anche necessario, condividere le proprie giornate trascorse a pesca con i propri amici, se non altro per avere compagnia durante i trasferimenti. Ma veniamo al dunque, la giornata è splendida sotto il punto di vista paesaggistico e meteo, terminata la vestizione entriamo in acqua alla svelta armati di fotocamera e videocamera per poter poi assaporare meglio i nostri gesti. Il mio primo incontro è con una spigola, che però non mi onorerà di un suo approccio degno del predatore che è, successivamente riuscirò ad arpionare due corvine che ribalteranno la giornata e che mi permetteranno ancora una volta di soddisfare i gusti culinari della famiglia.....a me han lasciato solo le briciole......ma volete mettere la soddisfazione di un padre che vede i propri bimbi mangiare di gusto ciò che ha catturato? Mimmo porterà a casa una bella murena, e tante piccole riprese che spero ci farà vedere.

Alla prossima!


lunedì 14 gennaio 2008

Filmare o cacciare? Questo il dilemma....



...già, meglio dedicarsi a riprendere i pesci o portarli a casa per servirli a tavola?

lunedì 17 dicembre 2007

La mia prima videocattura!!



Si tratta solo di un cefalotto di kg 1,6 prometto di migliorare......

lunedì 8 ottobre 2007

Un week end lontano da Capri....

Dopo una estate passata in quel di Capri, questo ultimo fine settimana mi ha visto ritornare alle antiche mete delle mie pescate. La costiera amalfitana in genere non è mai avara, come se volesse premiare chi è disposto a sobbarcarsi il sacrificio di tutte le scale che bisogna affrontare per poter raggiungere le zone più pescose.

L’arrivo sulla roccia dalla quale generalmente mi tuffo è salutato dal saltellare fuori dell’acqua di una lampuga in caccia, buon segno! La caccia comincia! I primi appostamenti mi vedono insidiare un branco di dentici, ma nonostante i ripetuti aspetti fino alla batimetrica dei 26 metri di profondità il risultato è soltanto quello di vederli muoversi a profondità maggiori. Cambio zona, una prateria di poseidonia, dove è possibile cercare qualche corvo, eccolo! Purtroppo con il cannone ad aria non mi è possibile sparare in caduta sulla roccia a pesci di dimensioni ridotte, per cui cerco di nascondermi tra gli steli della pianta per poterla portare a tiro, ma la mira mi fa difetto e resto con un palmo di naso…..cominciamo bene….

Continuo nella speranza di incontrare altri corvi, e così è però la profondità questa volta è elevata, e purtroppo nonostante il branco mi conceda un paio di tentativi, i colpi vanno a vuoto, siamo sul filo dei 30 e sinceramente non mi sento in grado (almeno non più ormai) di insidiarle in tana, dove ho visto entrare anche una cernia stimata sui 3 kg.

Altra punta altra discesa, mi affaccio su di un dislivello che dà su di un fondo di sabbia, in genere è possibile avvistare qualche cernia, detto fatto, sono in due piccole ma buone, purtroppo però al primo tentativo si intanano immediatamente, sono spaventate, quindi sono state già insidiate da qualcuno.

Ultimo punto magico, è un posto di dentici, ma anche di altri pesci, vi ho già catturato una cernia di 11 kg ed una volta ho avvistato un grosso branco di ricciole, faccio il tentativo dietro l’unico scoglio che conosco, attendo l’arrivo dei dentici…..ma nulla, non si muove nulla….è ora di risalire, e come faccio sempre mi affaccio prima di staccarmi dal fondo….ops! cosa c’è a mezz’acqua sul ciglio? Un cerniotta in candela, l’aria è finita, ma se risalgo la perdo per sempre, per cui, stringo i denti e comincio a tirarmi con la mano libera verso di lei….ancora un po’…..eccola….ha fermato le pettorali, sta per girarsi….baaammm…..si è girata, ma ormai…..fulminata è lì ferma a mezz’acqua…peccato non ho la fotocamera non è ancora arrivata….

La domenica sera la cernia (stimata oltre i 6 kg) allieta i miei soliti commensali (che omini fortunati….)

lunedì 10 settembre 2007

Ancora a pesca a Capri!

Gran bella giornata quella di sabato scorso in quel di Capri insieme agli amici Enzo e Marco, stavolta le prede non sono state numerose, ma lottare con questa palamita di circa 4 kg è stato veramente divertente, peccato per alcuni capobranco che non hanno voluto saperne di passare a tiro, erano veramente grossi, il pesce è stato arpionato dopo alcuni aspetti effettuati nel blu ad una profondità di circa dieci metri. Gli avvistamenti si susseguivano ma non riuscivamo ad avvicinarli, poi all'improvviso è arrivato il grosso del branco ed allora è stato possibile portarne una a casa. Anche a tavola ha fatto la sua figura, Paccheri con pezzettoni di pomodoro, capperi di Pantelleria e prezzemolo; il resto cotto con aceto e prezzemolo, ovviamente il tutto innaffiato da una buona falanghina! Insomma tutto bene, se non fosse che......son sicuro che alla prossima.......

lunedì 23 luglio 2007

Sabato 21 luglio 2007

Sabato sono andato a pesca come è mia abitudine fare, insieme al mio "fidato barcaiolo" Paolo Maria, la giornata non è stata malvagia, a parte la nota negativa di errori commessi a ripetizione nei confronti degli amici dentici, alla fine però la cosa più divertente è stata incontrare ben due Canad Air all'opera per spegnere un incendio e così abbiamo filmato le loro evoluzioni (molto pericolose....) tra il traffico nautico della costiera, il video lo potete vedere a fianco, nella sezione apposita.....ah dimenticavo alla fine a casa ho portato questo......
La felicità dei commensali al termine della cena......

lunedì 16 luglio 2007

S. Maria: il restauro di un gozzo sorrentino....

All’acquisto, effettuato nel mese di settembre 2005, la barca si presentava come nella foto di questa pagina, all’apparenza non dava nessun segno grave dovuto all’incuria o alla poca perizia dei carpentieri che negli anni si erano succeduti nella manutenzione del legname.

L’ idea era quella di trasformare la S. Maria da imbarcazione dedita alla piccola pesca dilettantistica a gozzo tipico locale da utilizzare nel piccolo cabotaggio, insomma una barca da sfruttare per passeggiare lungo le meravigliose coste della Penisola Sorrentina con “incursioni” in quel di Capri. Per poter raggiungere l’obiettivo era gioco forza provvedere alla rimozione della piccola e spartana cabina, in modo da dedicare tutta la coperta a mò di “solarium”, e per poter realizzare tale lavoro è stato obbligatorio indirizzarsi presso uno dei Cantieri di Sorrento che tradizionalmente vantano esperienza secolare nella costruzione e manutenzione dei gozzi in legno tipici del nostro territorio. La scelta è ricaduta sul Cantiere di Cataldo Aprea, uno dei pochi che ancora non hanno aperto le porte alla vetroresina e che, a detta di molti, provvedono a realizzare lavori a “regola d’arte”.

Ai primi di dicembre del 2005 la S. Maria viene trasportata dalla Marina di Cassano, dove era agli ormeggi, presso il Cantiere Aprea di via del Mare a Marina Grande. Qui i maestri d’ascia Cataldo e Giovanni provvedono alla rimozione della cabina…...purtroppo tale operazione nasconde una amara sorpresa: alcuni bagli sono marci, uno addirittura è stato segato per permettere il passaggio di alcuni fili, la griglia di sostegno della coperta a prua è stata realizzata con scarsa perizia, e invece di essere stata progettata con degli incastri prevede esclusivamente l’uso di listelli di legno tenuti insieme da chiodi, inoltre non sono chiodi zincati e quindi il legname è marcito con il trascorrere del tempo. Morale della favola oltre la cabina anche la rimanente parte di coperta e il suo telaio è da rifare! I lavori si protraggono per oltre un mese, durante il quale non viene rifatta soltanto la coperta ma si provvede ad eliminare la timoneria idraulica, rimuovere e sostituire l’asterigio di copertura del motore con uno di forme ed ingombro minore, assottigliamento delle panche, costruzione di una nuova scaletta, rifacimento dell’impianto elettrico, rimessa in asse del motore e rimessaggio completo.

Ai primi di gennaio 2006 la S. Maria esce dal Cantiere Aprea diretta ad una zona di rimessaggio dove il suo Equipaggio provvederà alla fase di carteggiamento e verniciatura, nonché a tutti quei piccoli lavoretti per renderla esteticamente più gradevole.

Il lavoro viene organizzato per esser svolto il sabato pomeriggio e la domenica mattina, il tempo libero è, così, sacrificato per poter godere dell’imbarcazione durante i mesi estivi.

La prima attività è rappresentata dal carteggiamento della superficie della S. Maria, ma man mano che si progredisce nel lavoro balza alla mente una idea “malsana”, qualcuno mormora: “e se provassimo ad eliminare tutta la vernice bianca che ricopre la falchetta in mogano per constatare qual è la situazione del legno?”……...già, perché no? E così i primi giorni vengono passati ad applicare lo sverniciatore per eliminare più rapidamente lo strato di bianco e portare alla luce le venature proprie del legno.

Successivamente è la volta della fase di stuccatura, tutte le ferite procurate dal tempo, le piccole lesioni dovute all’incuria vengono curate e l’imbarcazione assume una colorazione a ”macchie di leopardo” caratteristica dovuta al contrasto tra stucco e prima mano di vernice dello scafo.

E così i lavori si protraggono per tutto l’inverno, anche perché il tempo non è, a volte, clemente con l’equipaggio, concedendo loro poche ore esenti da umidità.

Ma alla fine, il risultato ripagherà di tutti gli sforzi ed il varo verrà realizzato all'alba di un giorno primaverile con mare "forza olio".....


venerdì 13 luglio 2007

Inverno 2006

E’ sabato mattina, ed è l’alba, sono in procinto di partire x un’ennesima pescata sulla costiera amalfitana alla ricerca della prima spigola, già, ancora non sono riuscito ad avvistarne una degna di quel nome…… prenderla poi è tutta un’altra musica…, cmq sono quasi pronto, quando accade l’imprevisto: si svegliano i bimbi (ho due gemelli)! E’ finita mi tocca fare il papà, x cui anche stavolta niente agguato in bassofondo all’alba….vabbè, va, non fa nulla……

Svolte tutte le incombenze familiari alle 11 e quindici salgo sul motorino x andare a pesca, un freddo cane mi accompagna per tutti i 25 km che mi separano dalla meta, ma che ci vuoi fare l’AMP è l’AMP e quindi…..sono arrivato, parcheggio il motorino e scendo i 380 scalini che mi separano dal mare, rapida vestizione e sono in acqua. La situazione non è delle migliori, l’acqua è piuttosto limpida e calma, ho con me un arbaletino con il quale mi divertirò a razzolare del pesce bianco, ove mai ce ne sia. Ad un tratto però, mentre attraverso una distesa di posidonia, molto rada x la verità a causa delle scorse mareggiate, decido di provare lo stesso qualche aspetto, hai visto mai?

Le attese si susseguono, ma di spigole neanche l’ombra, l’ultimo tentativo, però, si rivela fruttuoso, infatti, mentre sono steso tra i bassi steli vedo in lontananza un movimento, comincio a strisciare tra le piante e improvvisamente si sollevano dal fondo 4 “paparelle” (corvine), prendo di mira la + grossa, ha una ferita sul dorso, non sarà facile avvicinarla, ma ci provo lo stesso: sono quasi a tiro, ancora un po’ e …….bammm…..incredibile, forse complice il freddo, ma il corvo non è riuscito a schivare l’asta, anche se lenta xchè l’arma non è quella da tiri di precisione. Si tratta di un pesce superiore al chilogrammo le altre si dileguano e non è il caso di cercarle, rientro facendo scorrere tutta la franata nel sottocosta, ma niente, oggi ho avuto una sola opportunità e mi è andata bene.

Non appena sono all’asciutto sono avvicinato da pescatori locali professionisti che mi dicono di aver pescato, in passato, anche 25 30kg di “paparelle” chissà com’è che adesso non se ne vedono +, già chissà come mai….ma questa non l’unica cosa che mi dicono, infatti, mi portano a vedere la borsa con gli indumenti e le scarpe di un pescasub che si è sentito male un mesetto fa e l’hanno portato via con l’ambulanza, mi chiedono di portargli il tutto se lo conosco, ma non ho notizie di nessun incidente in Costiera, così decido di lasciare tutto lì.

Ora non resta da fare altro che risalire, su gambe in spalla e via a fare le scale….alla prossima, sperando di dover fare una sosta in + durante la risalita a causa del peso della spigola….ciao ciao…

Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana. Sull'universo ho ancora i miei dubbi Albert Einstein -
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