Sarei dovuto essere ad Ognina in Sicilia per disputare una selettiva di safari fotografico subacqueo ma impegni di lavoro non me lo hanno permesso, così, decido di uscire in barca con la famiglia ma portando con me la compatta per poter fotografare sott’acqua comunque.
Un grecale sostenuto non invoglia ad uscire, ed i pochi che sfidane le onde e gli spruzzi si concentrano tutti nelle baie ridossate al vento, complicando le cose per chi come me fotografa in apnea, insomma il pericolo di qualche cafonauta che ti passi sopra con le eliche è sempre in agguato.
Già dai primi tuffi si capisce che il pesce è spaventato, certo ci sono tutte le specie che si possono fotografare ma riuscire a immortalare qualche coefficiente 6 in modo da sottoporlo alla giuria di qualche gara è difficile, a meno che non si adotti una reflex e si abbiano buone doti di acquaticità ed apnea.
Le immersioni si susseguono e finalmente riesco ad immortalare qualche pescetto da vicino, il risultato non è pessimo, ma certo non è da primi posti, comunque la giornata è servita ancora una volta a capire quali possano essere i papabili campi gara del prossimo Campionato Italiano che organizzeremo, e ce ne sarà per tutti i gusti lo posso assicurare!!!
lunedì 27 giugno 2011
26 giugno 2011 - Grecale
martedì 17 maggio 2011
Appuntamenti da non perdere per chi ama il Mare!!!
Cosa c'entra l'arte con l'acqua?
E con il mare?
E con il Mediterraneo?
Jannis Kounellis, artista tra i più noti al mondo, di
origine greca, italiano a tutti gli effetti, instancabile viaggiatore tra Oriente e Occidente,
risponderà a queste domande attraverso la sua esperienza di grande navigatore delle arti.
Per la serie di incontri "La cultura dell'acqua. Il nostro mare" organizzata dal C.M.E.A.
Sabato 21 maggio, ore 18,30
SORRENTO, Sala Consiliare del Comune.
Lezione pubblica di JANNIS KOUNELLIS: "ACQUA & FUOCO"
Le opere di Kounellis sono al Guggheneim di New York e alla Tate di
Londra. Le sue ultime installazioni sono state inaugurate a Londra e Parigi
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Una mostra dedicata alla marineria della penisola
Villa Fiorentino 14 maggio - 26 giugno 2011
"La marineria della penisola sorrentina e la cantieristica in legno da Marina d'Equa a Marina Grande", è il titolo della mostra che si inaugura sabato 14 maggio, alle ore 18, nelle sale di Villa Fiorentino, a Sorrento.Attraverso le immagini degli uomini e della famiglie, della scuola nautica, delle navi e dei cantieri che fin dal Settecento hanno fatto grande la storia successo nazionale e internazionale della attuali compagnie di navigazione, originarie del golfo di Napoli, discenda da una lunga tradizione che ha segnato profondamente la società e il territorio. In esposizione, fino al 26 giugno dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alla 21 modelli navali, ship portatraits, quadri, strumenti nautici, polene e oggetti di corredo marinaro.
"Sorrento, così come il resto della penisola sorrentina, è orgogliosa di vantare antiche tradzioni marinare - spiega il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo - Le pagine di storia locale, infatti, sono ricche di episodi di vita vissuta, di gesta erioche e, purtroppo, anche di tragedie che testimoniano limpegno profuso dagli uomini della terra delle sirene, nelle acuqe di tutti i mari del mondo".
L'iniziativa è realizzata da Comune di Sorrento, Fondazione Sorrento e Associazione di Studi, RIcerche e Documentazione sulla Marineria della Penisola Sorrentina in collaborazione con l'Istituto nautico Nino Bixio, il Museo Navale Mario Maresca e il Lions CLub Penisola Sorrentina.
"La storia della marineria sorrentina, che così tanto ha contribuito a segnare il carattere e le abilità degli abitanti della penisola - dichiara Luigi Gargiulo, direttore della Fondazione Sorrento- permette di cogliere più in profondità il valore e il significato di un ambiente naturale e umano. Sono tanti i sorrentini, come il sottoscritto, che si sono formati nell'antica e prestigiosa scuola nautica locale "Nino Bixio" e, hanno esercitato per anni, ed esercitano ancora, le professioni e i mestieri legati al mare".
A CURA DELL'UFFICIO STAMPA AGO PRESS
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Il mare è il protagonista d’eccezione della “Notte dei Musei” di sabato 14 maggio 2011, al Museo archeologico di Sorrento “G. Vallet”, a Villa Fondi , dove per la prima volta saranno esposti reperti rari, frutto delle preziose indagini di archeologia subacquea condotte negli anni dalla Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, con la collaborazione del Centro Immersioni di Sorrento e Massa Lubrense.
“Il Museo ospita il mare”, è il nome della mostra che si inaugurerà sabato alle ore 20,00, nell’ambito del programma di eventi “Notte dei Musei,” organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, che prevede l’ingresso notturno straordinario e gratuito, dalle ore 20,00 all’1,00, ai principali siti d’arte italiani.
Per la prima volta saranno eccezionalmente esposte al pubblico, l’ancora di età arcaica, reperto unico per la rarità del ritrovamento di questa tipologia, di recente recuperata al largo dello scoglio di Vervece, nei pressi di Marina della Lobra, (Massa Lubrense) e una serie di reperti in piombo, resti di antiche ancore greche e romane, ritrovati nel 1972 al largo di Punta Campanella, ad una profondità di circa 35 metri, dal famoso subacqueo Guido Picchetti, e fin’ora conservati nei depositi del museo.
Il rinvenimento di questi reperti, che già all’epoca ebbe una forte risonanza, attesta l’importanza storica e archeologica della Punta della Campanella, in antico Capo Ateneo, confine geografico tra il golfo di Poseidonia e quello di Cuma, e soprattutto la frequenza con cui le navi di passaggio anticamente usavano sostare in questo ideale punto di ridosso per i venti di ponente.
Il percorso espositivo, aperto al pubblico per tutto il mese di giugno, prevede tre sezioni:
1) Le ancore antiche: dal III millennio al I sec. D.C. con una dettagliata illustrazione delle ricostruzioni e dell’uso nei diversi secoli
2) L’economia del mare: dalle anfore recuperate sui fondali marini e negli scavi archeologi dal VI sec. A.C. al I sec. d.C., alle ancore, veri e propri fossili guida per capire e conoscere il Mediterraneo e tutte le sue rotte commerciali; dai Micenei, ai Greci fino agli antichi Romani.
3) Le strutture sommerse e le peschiere: dalle meravigliose ville d’otium alle strutture per le attività commerciali, tra le quali l’allevamento ittico. Tra i reperti esposti, quello relativo al più importante ninfeo a mosaico della Campania antica, della metà del I sec. D.C., ritrovato a Marina della Lobra.
La mostra è curata dalla d.ssa Tommasina Budetta, direttore archeologo del Museo di Sorrento e sostenuta dai Comuni di Massa Lubrense, di Piano di Sorrento, dall’Area Marina Protetta di Punta Campanella, con il contributo di MSC Crociere.
Notizia da Positanonews
martedì 3 maggio 2011
lunedì 17 gennaio 2011
Domenica, sole, mare e.........
Anche stavolta le fatiche non sono andate perse, la dose di fosforo e omega 3 per la famiglia è stata portata a casa!
E' vero si tratta di poca cosa, ma a volte bisogna sentirsi appagati di quello che il mare ti concede, la stagione dei "lupi" è in pieno fermento, ma sinora non me ne sono capitate a tiro di grosse. Speriamo che prossimamente la dea bendata voglia premiare le mie fatiche con qualcosa di veramente eccezionale.
E' vero si tratta di poca cosa, ma a volte bisogna sentirsi appagati di quello che il mare ti concede, la stagione dei "lupi" è in pieno fermento, ma sinora non me ne sono capitate a tiro di grosse. Speriamo che prossimamente la dea bendata voglia premiare le mie fatiche con qualcosa di veramente eccezionale.
mercoledì 12 gennaio 2011
La Cultura dell'acqua

COMUNICATO STAMPA
Centro Meridionale di Educazione Ambientale
Città di Sorrento
Ambiente & Media 2010-2011
La Cultura dell’Acqua
Il Centro Meridionale di Educazione Ambientale (CMEA), fondato trent’anni fa dal prof. Antonino Fiorentino, nell’ambito delle rinnovate attività scientifico-didattiche intraprese in quest’ultimo periodo propone una serie di proiezioni dedicate all’acqua come bene primario dell’uomo e della terra, e in particolare al mare.
La serie di film che saranno presentati nel cineforum “Al cinema, per amore dell'acqua” curato da Luigi Russo (vedi programma allegato) intende proporre, attraverso le molteplici sfaccettature del mezzo cinematografico, un’ampia panoramica delle problematiche dell’elemento acquatico al fine di favorire una rinnovata sensibilità della sua importanza. Commedie drammatiche, documentari, cartoni animati: ognuno dei sei film selezionati porterà all’attenzione un aspetto del mondo acquatico. Prima di ogni proiezione un esperto delle tematiche affrontate, secondo prospettive ed esperienze più diverse – docenti e ricercatori, dall’area umanistica, alla scientifica, dalla passione e la pratica subacquea all’impegno nel sociale – introdurrà l’argomento del film e proporrà una serie di chiavi di lettura al pubblico intervenuto.
Il cineforum, aperto a tutti, si terrà a partire da venerdì 14 gennaio alle 20,30 presso la sede del CMEA, situata all’interno del Chiostro di san Francesco in Sorrento. Aprirà il ciclo il film inchiesta di Irina Salina, Flow. Per amore dell’acqua (2008), appunto dedicato all’acqua, o meglio al nostro pianeta, grande corpo filtrante che da milioni di anni ha preservato, utilizzato, riciclato, purificato acqua. Ma noi negli ultimi cinquant’anni, sporcando e rendendo inutilizzabili ogni giorno miliardi di metri cubi d’acqua, è riuscito ad avvelenare falde, uccidere fiumi, inaridire il mare. Manca l’acqua, mancherà sempre di più. Già oggi sono milioni gli esseri umani che non hanno accesso ad alcuna fonte di acqua potabile e saranno sempre di più e si batteranno e faranno guerre per avere l’acqua. Flow ha raccolto dati, ascoltato testimonianze, cercato storie per comporre un quadro completo di quello che gli esperti chiamano “21st Century’s global water crisis”. Un film appassionato e approfondito, allo stesso tempo scientifico e militante. A introdurre il film il prof. Augusto Festino, docente del Liceo Scientifico Gaetano Salvemini di Sorrento ed esperto in materia.
Programma:
Al cinema, per amore dell’acqua
a cura di Luigi Russo
Venerdi 14 Gennaio 2011, ore 20.30, Sede Cmea
Per amore dell’acqua di Irina Salina
Introduce Prof. Augusto Festino
Venerdi 21 Gennaio 2011, ore 20.30, Sede Cmea
Le grand bleu di Luc Besson
Introduce Dott. Antonio Mario
Giovedi 28 Gennaio 2011, ore 20.30, Sede Cmea
Oceani di Jacques Cousteau
Introduce Dott. Pier Paolo Falco
Venerdi 4 Febbraio 2011, ore 20.30, Sede Cmea
L’isola di ferro di Mohammad Rasoulof
Introduce Prof. Mariella Nica
Venerdi 11 Febbraio 2011, ore 20.30, Sede Cmea
Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki
Introduce Dott.Luigi Russo
Venerdi 18 Febbraio 2011, ore 20.30, Sede Cmea
Welcome di Philippe Lioret
Introduce Don Carmine Giudici
Il direttore del C.M.E.A.
Prof. Giovanni Fiorentino
Il Sindaco
Avv. Giuseppe Cuomo
4 Uomini a pesca......
Eravamo in quattro - Peppe, Nicola, io e Mimmo. Eravamo seduti lungo la scalinata che ci riportava a casa, ansimando e parlando di come eravamo messi male - intendo messi male da un punto di vista medico, ovviamente. Ci sentivamo, però. tutti su di morale, e la cosa ci faceva sopportare meglio la scarpinata.
Peppe disse che a volte veniva sopraffatto da attacchi reumatici così forti da non sapere più cosa stava facendo; e allora io dissi che soffrivo di dolori alle ginocchia. Per quanto riguardava Nicola (il più giovane) rimaneva in silenzio guardandoci con aria perplessa, Mimmo non si lamentava più di tanto ma al contempo non abbandonava la sua seduta.
Insomma chi ci avesse incontrato lungo quelle rampe di scale non avrebbe esitato ad aver pena di noi….. eppure……era stata una mattinata fantastica, degna conclusione di un weekend favoloso cominciato con la gara di tiro al bersaglio subacqueo ed oggi si chiudeva con una pescata tra amici, durante la quale non avevamo fatto altro che scherzare e ridere, anche sui nostri malanni.
L’acqua in quel della costiera amalfitana ci aveva accolto con un colore insolito per la mareggiata che si era abbattuta nella settimana precedente. Era praticamente verdognola, ed aveva una caratteristica particolare: freddissima nel primo metro e poi si riscaldava man mano che si scendeva in profondità. Fatto che ti faceva venir voglia di restare quanto più possibile sul fondo.
Appena cominciato a fare qualche aspetto insagolo un cefalo di circa un chilogrammo che, curioso, si era avvicinato un po’ troppo a quello strano essere che lo guardava da dietro ad un ciuffo di posidonia. Poi la mia giornata continua con vari agguati ed aspetti portati tra le posidonie al fine di trovare la regina dell’inverno o quasi, ed alla fine riesco a fulminare una corvina di circa un chilogrammo e cento tra gli steli della pianta, mimetizzata grazie anche all’acqua scura.
Le attese si susseguono, e alla fine riesco ad intravedere una spigola, peccato che il pesce non mi abbia proprio notato neanche sentito probabilmente e continua a farsi i fatti suoi lontano dalla punta del mio dardo. Comincia ad essere tardi e così mi avvio verso la battigia, durante il tragitto incontro Peppe e Nicola con i quali scambio alcune chiacchiere, e poi gli comunico le mie intenzioni.
Giunto al centro di una baietta, riprendo a fare degli aspetti alla ricerca della spigola, ma purtroppo non arriva nulla a tiro…..anzi no…qualcosa sta arrivando, è incredibile è così idrodinamico e silenzioso, procede rasente il fondo e non spaventa la mangianza….è sempre più vicino, ed è grosso, arriva…..scarta di lato, passa dietro un ciuffo di posidonia, è il momento, sparo: preso….si, ma l’asta non ha bucato il pesce da parte a parte, è obbligatorio aprire il mulinello e risalire. In superficie faccio stancare un po’ il pesce e gestisco con dolcezza la sagola per non perderlo, quando è vicino, scendo afferro l’asta e la faccio passare dall’altra parte…e proprio in quel momento accade l’imprevisto, il pesce si gira è fa per attaccarmi, devo spingerlo via e spostarmi di lato, veramente un bello spavento con quei denti. Sono obbligato a chiedere aiuto a Peppe per un tiro risolutore, che ci permette di portare a casa questo splendido predone che ferma l’ago della bilancia a 5,9 chili.

Peppe disse che a volte veniva sopraffatto da attacchi reumatici così forti da non sapere più cosa stava facendo; e allora io dissi che soffrivo di dolori alle ginocchia. Per quanto riguardava Nicola (il più giovane) rimaneva in silenzio guardandoci con aria perplessa, Mimmo non si lamentava più di tanto ma al contempo non abbandonava la sua seduta.
Insomma chi ci avesse incontrato lungo quelle rampe di scale non avrebbe esitato ad aver pena di noi….. eppure……era stata una mattinata fantastica, degna conclusione di un weekend favoloso cominciato con la gara di tiro al bersaglio subacqueo ed oggi si chiudeva con una pescata tra amici, durante la quale non avevamo fatto altro che scherzare e ridere, anche sui nostri malanni.
L’acqua in quel della costiera amalfitana ci aveva accolto con un colore insolito per la mareggiata che si era abbattuta nella settimana precedente. Era praticamente verdognola, ed aveva una caratteristica particolare: freddissima nel primo metro e poi si riscaldava man mano che si scendeva in profondità. Fatto che ti faceva venir voglia di restare quanto più possibile sul fondo.
Appena cominciato a fare qualche aspetto insagolo un cefalo di circa un chilogrammo che, curioso, si era avvicinato un po’ troppo a quello strano essere che lo guardava da dietro ad un ciuffo di posidonia. Poi la mia giornata continua con vari agguati ed aspetti portati tra le posidonie al fine di trovare la regina dell’inverno o quasi, ed alla fine riesco a fulminare una corvina di circa un chilogrammo e cento tra gli steli della pianta, mimetizzata grazie anche all’acqua scura.
Le attese si susseguono, e alla fine riesco ad intravedere una spigola, peccato che il pesce non mi abbia proprio notato neanche sentito probabilmente e continua a farsi i fatti suoi lontano dalla punta del mio dardo. Comincia ad essere tardi e così mi avvio verso la battigia, durante il tragitto incontro Peppe e Nicola con i quali scambio alcune chiacchiere, e poi gli comunico le mie intenzioni.
Giunto al centro di una baietta, riprendo a fare degli aspetti alla ricerca della spigola, ma purtroppo non arriva nulla a tiro…..anzi no…qualcosa sta arrivando, è incredibile è così idrodinamico e silenzioso, procede rasente il fondo e non spaventa la mangianza….è sempre più vicino, ed è grosso, arriva…..scarta di lato, passa dietro un ciuffo di posidonia, è il momento, sparo: preso….si, ma l’asta non ha bucato il pesce da parte a parte, è obbligatorio aprire il mulinello e risalire. In superficie faccio stancare un po’ il pesce e gestisco con dolcezza la sagola per non perderlo, quando è vicino, scendo afferro l’asta e la faccio passare dall’altra parte…e proprio in quel momento accade l’imprevisto, il pesce si gira è fa per attaccarmi, devo spingerlo via e spostarmi di lato, veramente un bello spavento con quei denti. Sono obbligato a chiedere aiuto a Peppe per un tiro risolutore, che ci permette di portare a casa questo splendido predone che ferma l’ago della bilancia a 5,9 chili.

lunedì 6 ottobre 2008
Curiamo i Giardini di Poseidone!!!
Perchè?
La risposta è semplice, perché è un atto dovuto, viviamo il mare come se fosse di nostra proprietà, ed in parte è vero, ma faremmo mai le stese cose al nostro appartamento? No, non credo proprio! Nell’ultimo periodo qualcuno ha detto che la pulizia dei fondali marini è divenuta una attività di gran moda tra coloro che, togliendo qualche rifiuto dal mare, pensano di ripulire la propria coscienza; forse in parte è vero ma è anche facile criticare. Ciò che importa, al di là di inutili dissertazioni è rendere un servizio alla risorsa Mare, che noi tanto amiamo e che tanto può regalarci in termini di immagini e spettacoli che gratificano il nostro spirito. E poi il nostro compito è quello di consegnare un mare pulito alle generazioni future.
Dove?
Sicuramente a tanti piacerebbe immergersi in fondali “protetti”, ma a noi del Poseidon non interessa, non è necessario che vengano poste in essere altri regolamenti coercitivi e limitativi nei confronti dei subacquei per proteggere il mare, è sufficiente che si applichino le leggi preesistenti; per cui la raccolta dei rifiuti andrà fatta al di fuori dei confini dell’AMP di Punta Campanella (dove c’è già chi è preposto a sorvegliare e a rendersi utile). Proprio in quei fondali che possiamo ammirare in qualunque cartolina illustrata della nostra zona, affinché restino così come sono o divengano ancora più belli.La manifestazione si svolgerà per lo più in apnea, in modo da differenziarla da quelle che solitamente propongono i diving.
Chiunque voglia assistere potrà farlo liberamente sia dal molo che dai diversi belvedere di Sorrento, e se ve ne sarà la possibilità anche a bordo delle imbarcazioni che parteciperanno.
La locandina della manifestazione!

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